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6 Aprile 2009 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 01 Dicembre 2010 15:34

Cari amici,

 

mi sembra doveroso scrivere queste poche righe per ricordare tutte quelle persone che sono rimaste vittime del terremoto del 6 Aprile 2009, ma mi sembra doveroso ricordare anche tutto il lavoro e l’apporto che i volontari, di qualunque genere, hanno dato nei primissimi giorni se non nelle primissime ore.

La mattina del 6.04.2009 capito subito la gravità della situazione ho contattato la locale sezione della Protezione Civile, di cui io faccio parte, per sapere se partiva una squadra anche di radioamatori, ma gli stessi mi dicono che parte una squadra ma non sanno cosa devono fare, contestualmente mi contatta IW6MKC Massimo il quale mi chiede se sono disponibile a partire. Sistemate le burocrazie lavorative per potermi assentare e dopo un giro di diverse telefonate, presi pochi indumenti ma tutto quello che occorre per una stazione da campo io e Massimo partiamo per l’Aquila.

Arrivati sul piano di Navelli subito cominciamo a vedere i primi muri caduti giù, nel frattempo contattiamo la Sala Operativa presso la Scuola della Guardia di Finanza dell’Aquila per chiedere dive possiamo dare il nostro aiuto. Nel contempo siamo arrivati a l’Aquila, c’è il caos più totale, fiumi di auto che fuggono dalla città ma anche fiumi di auto dei soccorsi, di qualunque tipo, che entrano a l’Aquila.

La Sala Operativa ci dirige verso il campo che lo SMOM (Sovrano Militare Ordine di Malta) sta allestendo in Piazza Duomo al centro della città.

 

Mentre ci accingiamo ad arrivare alla nostra destinazione vediamo case, anche in cemento armato,

seriamente toccate dalla scossa, muri a terra, campanili di chiesa che non ci sono più, nell’attraversare il corso ci sono calcinacci a terra, cornicioni che non esistono più, abitazioni con diverse ed evidentissime lesioni ma quando arriviamo in piazza Duomo vediamo la chiesa delle Anime Sante con una splendida cupola andata quasi interamente distrutta.

Comunque arriviamo in piazza, ci mettiamo a disposizione dello SMOM e subito mettiamo in azione le nostre radio per le decine di richieste da e verso la Sala Operativa.

Arriva la sera, come d’incanto si accendo tutte le insegne e le vetrine dei negozi….una città fantasma ci siamo noi e le forze dell’ordine.

Nel frattempo vediamo arrivare persone anziane, persone che forse hanno perso tutto, che non hanno più nulla, vengono verso di noi per chiedere un ricovero per la notte, un piatto caldo o qualunque cosa sia possibile mangiare, poi arriva un gruppetto di persone che ci chiede le stesse cose, hanno un’aria triste e dall’accento si capisce che non sono dell’Aquila. Poi uno di loro ci dice che un po’ più in avanti ci sono anche altre persone in attesa, ma loro stanno aspettando che i soccorritori tirino fuori dalle macerie i loro figli ed amici dei figli, in sostanza vediamo la disperazione delle persone che nel giro di soli 20 secondi hanno perso tutto e ora hanno solo la speranza che almeno i loro cari che sono sotto le macerie possano uscire vivi.

La notte la viviamo in compagnia delle varie scosse, la più importante alle 01,15 che provoca altri crolli.

La mattina, visto che tra i militari c’era una persona che sapeva usare bene la radio lasciamo la

nostra stazione da campo e ci apprestiamo, muniti del nostro fedele portatilino, a fare un giro per l’Aquila per vedere se c’è bisogno di aiuto anche da qualche altra parte, dopo un po’ la sala operativa ci chiede di cercare due ragazze in una precisa strada dell’Aquila ed ad un preciso numero civico.

Io e IW6MKC ci avviamo per andare dove ci hanno chiesto, per strada incontriamo case cadute giù come castelli di sabbia, purtroppo con persone che sono ancora sotto le macerie, Via XX Settembre… sembra che ci sia stato un bombardamento. E’ impressionante tutto distrutto, quello che non è caduto o sta per farlo è da buttare giù perché pericolante, abitazioni civili, stabili che ospitano enti pubblici o di pubblica utilità, la Prefettura sbriciolata, la casa dello studente, l’Hotel Duca degli Abruzzi….apocalittico, cumuli di macerie che seppelliscono ragazzi!!! Si perché la maggior parte delle vittime di questo terremoto sono studenti universitari.

 

Arriviamo dove ci hanno chiesto e troviamo una squadra di Vigili del Fuoco di Pordenone che sta scavando con le mani per recuperare due ragazzi che sono sotto. Tutto intorno uno spettacolo da, non so… è difficile raccontarlo con le parole, le emozioni le possiamo solo provare sul posto sono difficili da trasmettere, qualunque racconto può solo farvi immaginare qualcosa ma non provare quello che provi quando ci passi dentro al terremoto. Vediamo muri che si sono staccate dalle abitazioni e stanno lì lì per cadere cornicioni penzoloni ma soprattutto vedo la disperazione di una madre che sta ad aspettare da ore sua figlia, ha la foto stretta al petto, piange e chiede speranze mentre le scosse continuano e buttano giù quello che la prima scossa ha risparmiato. Scosse anche di una certa importanza, 4.7, 5 e 5.3 gradi della scala richter. Ragazzi… mettono paura anche se durano 4 o 5 secondi ma ti fanno tremare il cuore, pensi ai familiari che sono a casa e che sono in pensiero per te e allora provi a telefonare ma le linee telefoniche non funzionano e poi ascolti la Sala Operativa che dopo la doverosa fuga verso l’esterno chiama tutti i punti radio e chiede notizie.

 

Purtroppo e non per nostra mancanza, vedo che non tutte le località sono servite da una


radio, ci sono paesini di cui non hanno ancora notizie ma la macchina dei soccorsi è grande. Persone da tutta l’Italia sono arrivate, volontari, volontari e tanti volontari gente comune che va a rischiare la propria vita per salvarne delle altre.

 

 

Anche se personalmente ho già

avuto esperienze simili, ma questa esperienza mi ha toccato in modo particolare, profondamente. Il nostro apporto è fondamentale anche per salvare vite umane per aiutare chi non sa neanche dove andare, per salvare chi nel giro di un attimo perde la propria identità, la dignità e si trova senza vestiti senza un tetto e quello che è più grave senza quegli affetti che pochi attimi prima erano tutto.

Allego solo alcune foto anche perché di immagini i media ne hanno fornito in abbondanza.

IW6NQW

Marcello

Castel di Sangro (Aq)

Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Settembre 2011 17:36
 

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